Eihei Dōgen zenji 永平道元禅師

Dōgen nasce nel 1200 a Kyōto. Suo padre, forse Minamoto Michichika, potente aristocratico, coinvolto in intrighi politici, muore nel 1202, probabilmente assassinato. Sua madre Ishi, figlia di Fujiwara Motofusa muore quando Dōgen ha soli otto anni. Al suo funerale Dōgen osserva il filo di fumo dell’incenso, intuisce la natura transitoria di tutte le cose e decide di abbandonare la vita secolare. Nel 1213 entra nel tempio Enryakuji, dove riceve i voti a monaco Tendai con il nome di Dharma di Eihei Dōgen, “il Principio della Via”. Nel 1216 abbandona il tempio Enryakuji, in preda a dubbi e disgustato dal lassismo dei monaci e visita templi in diverse province. Nel 1217 si reca nel tempio Kenninji a Kyoto e diviene allievo del maestro Myōzen, discepolo e successore di Eisai. Nel 1223 parte insieme a Myōzen per la Cina. Giunge sul monte Tendō dove è abate il maestro Musai e vi rimane fino al 1224, quando l’abate muore. Inizia a cercare un nuovo maestro visitando vari monasteri Rinzai e Tendai. Nel 1225 gli arriva notizia che Tendō Nyōjo (1162-1228), della scuola Càodòng, Sōtō, è diventato il nuovo abate del monastero sul monte Tendō, quindi ritorna lì e finalmente incontra in lui il suo maestro. Nel 1227 dopo aver ricevuto la trasmissione del Dharma da Tendō Nyōjo ritorna in Giappone al Kenninji , ma viene osteggiato dai monaci e nel 1230 si trasferisce a An’yōin, un piccolo eremo a Uji dove rimane fino al 1233 allorché per il crescente numero di discepoli si trasferisce al Kannon Doriin, che restaura inaugurandolo il 5 ottobre 1236 con il nome di Kōshōji Hōrin, considerato poi il primo tempio Sōtō zen giapponese. Lì scrive 44 capitoli dello Shōbōgenzō, il Gakudo yōjinshū e il Tenzo kyōkun. La sua fama accresce, ma i vicini monaci Tendai lo accusano di apportare troppe innovazioni riuscendo persino a farlo allontanare dal suo tempio di Kōshōji. Nel 1243 Dōgen accetta la proposta di Hatano Yoshishige, governatore della prefettura di Echizen, di costruire un monastero sulle sue terre. Si stabilisce per circa un anno nel piccolo tempio di Kippōji, mentre il nuovo tempio è in costruzione. Scrive altri 29 capitoli dello Shōbōgenzō. Il 13 luglio 1244 inaugura il tempio Daibutsuji che nel 1245, prende il nome di Eiheiji. Nel 1250 accetta la veste purpurea, simbolo della protezione imperiale, che però non indosserà mai e nello stesso anno si ammala. Nel 1252 le sue condizioni di salute peggiorano. Si reca a Kyōto per affidarsi a cure mediche e qui muore nella notte del 28 agosto 1253.

Tettsū Gikai Zenji 徹通義介禅師

Gikai è nato nel 1219 a Inazu nella provincia di Echizen - antico nome della Prefettura di Fukui - ed è morto il 14 ottobre del 1309. Apparteneva alla famiglia Fujiwarashi.
Dopo un periodo di studio a Kyoto a 23 anni è diventato discepolo di Dōgen Zenji, fondatore della Scuola Sōtō Zen, e si è trasferito da Kyoto a Eiheiji per stare vicino al suo Maestro e praticare sotto la sua guida.
Durante gli anni di studio e di pratica ha ottenuto grande fiducia da parte di Dōgen Zenji e dopo la morte del Maestro ha intrapreso un viaggio in Cina dove ha visitato un gran numero di templi e monasteri redigendo una dettagliata documentazione denominata: "Gozanjissatsuzu" in cui ha riprodotto la configurazione della struttura e dell'arredo dei templi, illustrandola attraverso disegni, rilievi, e minuziosa descrizione dei luoghi visitati.
Questo prezioso documento: il "Gozanjissatsuzu" è stato in seguito riconosciuto come "Patrimonio Culturale dello Stato Giapponese".
Tettsū Gikai Zenji una volta ritornato in Patria ha restaurato e ampliato il Monastero di Eiheiji e rinnovato le Regole della Vita Monastica. Per questa ragione è stato denominato: Rifondatore di Eiheiji e, succedendo a Koun Ejo Zenji, ne è diventato il terzo abate.
Successivamente ha lasciato Eiheiji e arrivato a Nonoichi di Kaga – antico nome della Prefettura di Ishikawa – ha fondato il Monastero di Daijōji.
In questo Monastero si sono formati i futuri Maestri della Scuola Sōtō tra cui il più importante: Keizan Zenji - denominato Madre della Scuola Sōtō - che ha fondato poi il Monastero di Sōjiji e dalla cui discendenza si è sviluppata la Scuola Sōtō-shū, fino a diventare la più diffusa Scuola Buddhista in Giappone.
Dopo che il Monastero di Daijōji è stato distrutto da un incendio nel periodo Genroku dell'Era di Edo nell'anno 1697, è stato ricostruito in una nuova sede ad opera dei Maestri Gesshū Sōko e Manzan Dōhaku che sono stati successivamente chiamati Rifondatori della Scuola Sōtō, in quanto Daijōji ha goduto la fama di essere un Monastero dove le Regole, rinnovate e rinverdite dai due abati, sono state seguite scrupolosamente e severamente.
Tettsū Gikai Zenji nei 90 anni della sua lunga vita ha osservato lo stile austero della pratica trasmesso da Dōgen Zenji, disciplinando se stesso nella vita quotidiana e conducendo un'esistenza conforme alla Verità trasmessa da Shakyamuni Buddha.
Dall'osservazione attenta del ritratto di Tettsū Gikai Zenji - riconosciuto come Patrimonio Artistico dalla Prefettura di Ishikawa – si evince:
"Dal suo corpo snello avvolto da un abito sobrio e dall'intensa luce del suo sguardo traspare la sua personalità semplice e profonda, dolce e gentile, silenziosa".

Daijōji, il 72° abate Rev. Tenrai Ryūshin Azuma Rōshi

Keizan Jōkin Zenji 瑩山紹瑾禅師

Nacque nel 1264 nella provincia di Echizen, nell’attuale prefettura di Fukui. Sua madre, Ekan Daishi, devota di Kannon Bosatsu (Avalokiteshvara), il bodhisattva della grande compassione, si dice abbia dato alla luce il figlio mentre si stava recando a pregare in un tempio dedicato a Kannon. Per questo il nome che Keizan Zenji ricevette alla nascita fu Gyōshō (Pratica e Vita). La madre divenne poi badessa del monastero Sōtō Jojuji. All’età di 8 anni Keizan entrò nel monastero di Eiheiji dove cominciò a praticare sotto la guida dell'abate Tettsū Gikai, e fu formalmente ordinato monaco all’età di 13 anni da Koun Ejō (1198-1280). Dopo la morte di quest’ultimo praticò sotto la guida di Jakuen (1207-1299), presso il Tempio Hokyoji, nell’attuale prefettura di Fukui, poi sotto Gien (m. 1313) e Tettsū Gikai (1219-1309) da cui ricevette la trasmissione. Il suo insegnamento si orientava alla diffusione della Scuola Sōtō Zen in tutto il Giappone, lontano dalla pratica monastica di clausura di Eiheiji di Dōgen, attraverso una religione più popolare, che si rivolgeva a tutti i livelli della società giapponese. È infatti detto che mentre Dōgen esplorò profondamente il proprio io, Keizan sfruttò le proprie capacità volgendole all’esterno, per diffondere la dottrina. Enfatizzò l’uguaglianza tra uomo e donna, dichiarando che i seguaci del Buddha dovevano essere liberi dall’idea di discriminazione. Proseguì l’indirizzo dato da Dōgen adoperandosi affinché anche i discepoli donna potessero diventare monache residenti. In un’epoca in cui le donne venivano ingiustamente emarginate e discriminate, fu un gesto rivoluzionario che diede origine dell’organizzazione delle monache nella Scuola Sōtō. Nel 1298 Keizan successe a Tettsū Gikai, che ne era stato il fondatore, come secondo abate del monastero di Daijōji nella provincia di Kaga, nell’attuale città di Kanazawa. Lì tenne i teishō, gli insegnamenti, sulla trasmissione da maestro a discepolo degli antichi Patriarchi, da Shakyamuni Buddha attraverso ventotto patriarchi in India, trentatre patriarchi in Cina e in Giappone, Dōgen, fino a Koun Ejō, raccolti nel Denkōroku, « Storia della trasmissione della Luce ». Affidò Daijōji al suo discepolo, Meihō Sotetsu (1277-1350). Iniziò a costruire un nuovo tempio chiamato Tōkoku-san Yōkōji e fondò altri sei templi nelle vicinanze, tra cui Hōōji, il primo Monastero Sōtō e nel 1321 Sōjiji, quando ricevette in dono il tempio di Morookaji di Noto nell’attuale prefettura di Ishikawa, trasferito a Tsurumi-ku, Yokohama, nel 1910, che egli con quel nome ribattezzò. Fu questa l’origine del Sojiji, ancora oggi uno dei due templi principali della Scuola Sōtō insieme a Eiheiji, e che affidò poi al suo discepolo Gasan Jōseki (1276-1366). Quarto successore di Dōgen, morì al Yōkōji nel 1325.

Jianzhen 鑒真 o Ganjin Wajō

Jianzhen nacque nello stato di Jiangyin a Guangling (ai giorni nostri Yangzhou, nel Jiangsu, in Cina) con il cognome di Chunyu. All'età di 14 anni entrò come praticante nel Tempio buddhista di Daming per studiare gli insegnamenti di T'ien-t'ai. A 21 anni si recò a Chiang'an, capitale della Cina durante la dinastia Tang, per studiare sotto la guida di celebri monaci come Dao'an, Hengjing a altri. Grazie ai suoi maestri Jianzhen divenne esperto non solo di buddhismo, ma anche di letteratura, arte, medicina, architettura e scultura.
Dopo sei anni di studio Jianzhen ritornò a Yangzhou, diventando Abate del Tempio Daming. Oltre ad essere un profondo conoscitore del Tripitaka, le tre divisioni del Canone buddhista, si diceva che Jianzhen fosse esperto anche di medicina. Aprì nel Tempio buddhista un luogo di cura creando il Beitain Court, l'ospedale del Tempio di Daming.

Divenuto un Maestro famoso, cominciò a predicare il Buddhismo, attraendo molti seguaci. Organizzò anche la trascrizione di oltre 33.000 rotoli di scrittura e diede vita a più di ottanta templi e monasteri. Era molto ammirato da numerosi monaci giapponesi che studiavano Buddhismo in Cina. A 45 anni era un'autorità nel campo dei Vinaya, regole monastiche buddhiste. Più di 40.000 monaci furono ordinati da lui. Passò dieci anni a diffondere le teorie dei Vinaya e fu conosciuto come Maestro di Vinaya, come il suo Maestro Dao'an.
Durante gli anni della dinastia Tang (618-907) la Cina raggiunse grande prosperità e potere economico e crebbero le relazioni amichevoli e gli scambi culturali con il vicino Giappone. Per conoscere il sistema politico e la profonda cultura della dinastia Tang il Giappone aveva inviato a più riprese studenti, monaci e intellettuali in Cina.
Nell'autunno del 742, due monaci giapponesi, Yoei e Fusho, che studiavano buddhismo in Cina, si recarono a Yangzhou per invitare Jianzhen a svolgere un'opera missionaria in Giappone, in modo da istruire monaci e monache sui Precetti. Questo era il desiderio dell'Imperatore giapponese Shōmu che aveva incaricato la coppia di monaci di invitare in Giappone monaci cinesi esperti di Insegnamenti e Precetti buddhisti. Inoltre l'Imperatore voleva creare un'autentica piattaforma buddhista per le Ordinazioni, poiché in Giappone mancava.

Nonostante le proteste dei suoi discepoli Jianzhen, deciso a recarsi in Giappone per tenere lezioni e a diffondere i Vinaya, cominciò i suoi preparativi. Nella primavera del 743, all'età di 55 anni, insieme ad alcuni discepoli e artigiani, Jianzhen iniziò il suo lungo viaggio attraverso il mare della Cina dell'est per giungere in Giappone. La traversata fallì e negli anni successivi Jianzhen fece altri tre tentativi, ma fu ostacolato da condizioni sfavorevoli o da interventi governativi. Nell'estate del 748 Jianzhen fece il suo quinto tentativo di raggiungere il Giappone. Partì da Yangzhou, arrivò all'arcipelago di Zhoushan sulla costa dell'attuale Zhejiang, ma la nave fu rovesciata e lui finì sull'isola Hainan, nel sud della Cina. Jianzhen da lì fu obbligato a ritornare a Yangzhou via terra, insegnando in vari monasteri durante il suo lungo viaggio, che si svolse lungo il fiume Gan fino a Jiujiang e poi lungo il fiume Yangtze. Questo tentativo fallimentare lo impegnò per quasi tre anni. Quando Jianzhen ritornò a Yangzhou, era ormai cieco a causa di un'infezione, ma la sua determinazione a recarsi in Giappone rimase ferma.
Nell'autunno del 753, all'età di 66 anni, il cieco Jianzhen lasciò Yangzhou e si imbarcò da Huangsipu nel Suzhou (sempre nella provincia di Jiangsu), unendosi a una nave di inviati giapponesi in Cina di ritorno verso casa. Il 20 dicembre, dopo un viaggio in mare di alcuni mesi, la nave approdò finalmente a Kagoshima, nell'isola di Kyūshū (la più a sud delle quattro isole maggiori del Giappone). Jianzhen e il gruppo che l'accompagnava raggiunsero la capitale Nara nella primavera dell'anno successivo e furono accolti dall'Imperatore.
A Nara Jianzhen fu invitato a insegnare a Tōdai-ji, oggi uno dei Templi buddhisti più antichi del Giappone. Nel 755 fu costruita a Tōdai-ji una piattaforma per le Ordinazioni. Fu la prima mai costruita in Giappone e su di essa, l'anno successivo, Jianzhen ordinò e conferì i Precetti a molte persone, tra cui anche l'Imperatore Shōmu e l'Imperatrice Kōmyo. Jianzhen fondò anche la Scuola dei Precetti del Buddhismo che poneva l'accento sulla disciplina rispetto alla dottrina. Egli portò con sé anche le scritture della scuola T'ien-t'ai (più tardi le avrebbe studiate Denjo (767-822), il fondatore della scuola giapponese Tendai). Nel 756 ottenne la carica di supervisore generale dei sacerdoti di Tōdai-ji e quindi di loro amministratore generale. Divenne conosciuto in Giappone come Ganjin, dal modo in cui veniva letto in suo nome in giapponese. Jianzhen È considerato come colui che ha portato la Scuola Ritsu in Giappone, scuola che si focalizza sui Vinaya.
Nel 759 Jianzhen si ritirò nel terreno che gli fu donato dalla Corte Imperiale nella zona occidentale di Nara. Lì fondò una scuola e un Tempio privato: Tōshōdai-ji. La costruzione del Tempio fu pianificata e seguita da Jianzhen e dai suoi discepoli che impiegarono le tecniche costruttive più avanzate. Tōshōdai-ji divenne un modello di arte buddhista giapponese che influenzò più tardi altri templi.
Nei dieci anni prima della sua morte Jianzhen non solo propagò la fede buddhista nell'aristocrazia, ma diffuse anche ampiamente la cultura cinese in Giappone. Molti dei suoi discepoli cinesi e delle persone partite al suo seguito erano eminenti architetti e scultori che introdussero la scultura religiosa cinese all'interno di quella giapponese. La presenza di Jianzhen in Giappone apportò nuovi elementi nella cultura giapponese e favorì lo scambio sino-giapponese. Con Jianzhen arrivarono in Giappone la tecnologia e la cultura estremamente avanzate della dinastia Tang, contribuendo allo sviluppo della cultura giapponese. Nel campo delle arti Jianzhen introdusse la calligrafia e scultura cinese. È considerato il fondatore della farmaceutica giapponese, poiché diffuse la medicina tradizionale cinese.
Jianzhen morì il sesto giorno del sesto mese del 763. In seguito fu denominato il Grande Maestro Kakai, o il Grande Maestro che Attraversò il Mare. La sua biografia, "Vita del grande sacerdote della Cina Tang che viaggiò verso est", fu scritta nel 779 da Omi no Mifune, uno studioso e ufficiale di Corte.
Poco dopo la sua morte fu realizzata una statua di lacca oggi visibile a Tōshōdai-ji, riconosciuta come una delle più belle nel suo genere. Nel 1980, a simboleggiare l'amicizia tra Cina e Giappone, la statua fu temporaneamente portata al Tempio originario di Jianzhen a Yangzhou.
Nel Tempio di Daming a Yangzhou si trova oggi il Memorial Hall dedicato a Janzhen. Fu costruito nel 1974 sul modello del Tempio di Tōshōdai-ji di Nara e vi si trova una statua del famoso Maestro in legno di cedro. Gli scambi culturali e religiosi tra Nara e Yangzhou continuano.
Nel maggio 2010 l'organizzazione buddhista di Taiwan, Tzu-chi, ha organizzato e prodotto un'opera teatrale sulla vita di Jianzhen e sul suo viaggio in Giappone.