Cos’è lo Zen?

Lo Zen è nella sua essenza l'arte di vedere nella vera natura di ciascun essere. E' una filosofia buddhista che non può essere attinta con il pensiero, ma attraverso la pratica che diviene allora una forza motrice possente: un'arte del vivere, una maniera d'essere. Poiché tutti gli esseri senzienti sono già Buddha, pienamente liberati, rimane il problema di come accorgersi di questo e di come realizzare detta verità per trasformare radicalmente il nostro vivere ordinario. Secondo lo Zen questo si realizza attraverso la pratica, che consiste nel vivere semplicemente con tutto il nostro essere e agire in accordo con la propria natura: "Quando cammini cammina, quando sei seduto sii seduto, soprattutto non vacillare".

A chi è rivolto?

Senza preclusioni di credo o pensiero a tutti coloro che desiderano percorrere un cammino di ricerca spirituale fondato su una disciplina del corpo e della mente che conduce ad un’accettazione attiva della propria vita quotidiana e al riconoscimento della sua qualità straordinaria.

Che impegno richiede?

Lo Zen è una Via che si pratica nella postura seduta e in tutte le azioni della vita quotidiana.

Zazen

 

Za: essere seduti e stabili come una montagna.
Zen: meditazione comprendere l'essenza dell'universo.
Zazen: è la postura del corpo-spirito il cuore dello Zen.

Kin-hin

è la meditazione camminata che risale direttamente a Shakyamuni Buddha. E' Zazen in movimento come dovrebbe essere ogni nostra azione nella vita quotidiana: concentrati totalmente su ogni passo senza pensare nè al prima nè al dopo. Il prima e il dopo sono soltanto frutti dell'immaginazione.

Sutra

testi che riproducono i discorsi del Buddha o di antichi Maestri. La recitazione dei Sutra è sia comprensione intellettuale che vibrazione energetica è sopratutto come in Zazen essere Uno insieme agli altri abbandonando il proprio ego ed ogni individualità.

Ocha

 
letteralmente tè verde. Secondo la leggenda una pianta di tè verde crebbe nel luogo dove Bodhidharma gettò le palpebre che si era tagliato per non addormentarsi durante i nove anni che era rimasto seduto in meditazione nello sforzo di realizzare se stesso.