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28 Febbraio 2008

Toccare la fonte dell'esistenza

estratto da "Devi dire qualcosa" di Dainin Katagiri - Buddhismo Zen

Non c'è molta cooperazione nella società umana. Sentiamo la gente dire frasi come: "Non sono affari miei! Pensaci tu!". Questo non è un buon atteggiamento. Ciò di cui abbiamo bisogno è una comunicazione calda, orizzontale.
Per avere calde relazioni umane, dobbiamo prestare attenzione a ciò che è.
In altre parole, in ogni circostanza, dobbiamo toccare la fonte dell'esistenza.
Nel mezzo del dispiegarsi dinamico della vita di ogni giorno, che riceviate lodi o critiche da voi stessi o da altri non bisogna lasciarcisi impantanare. Siate diretti.
Accettare la vita in maniera diretta significa avere una mente flessibile, che non si aggrappa ai concetti di bene e di male, giusto o sbagliato.
Dobbiamo imparare quanto in realtà sia solenne, dignitosa e sublime la vita umana. Dovremmo rispettare gli altri e non giudicarli, a prescindere da chi siamo. Né dovremmo giudicare noi stessi.
Se qualcuno vi calunnia che cosa dovreste fare? Calmare le acque.
In altre parole, dimenticate e basta.
Non è facile da mettere in pratica. Ma se vi preoccupate della calunnia, vi arrabbierete. Combatterete. Ciò perpetua solo il problema.
Se ci lasciamo trascinare dai pro e dai contro, da successi e fallimenti, da adulazione e discredito, non ci prenderemo cura della nostra vita di ogni giorno.
Per non essere trascinati dobbiamo anzitutto toccare la fonte dell'esistenza dove stabilità, imperturbabilità e tranquillità non sono acqua stagnante. Sono dinamiche e attive e sono sempre in funzione. Sono la vita stessa, ma non possiamo conoscerle attraverso le idee. Possono essere conosciute solo attraverso la nostra esperienza diretta. Solo allora toccheremo la fonte dell'esistenza.