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31 Gennaio 2008

Differenza tra realtà e irrealtà

estratto da "La Via della non-conoscenza" di John Main OSB - Cristiani Cattolici

Qual'è la differenza tra realtà e irrealtà? Penso che uno dei modi per capirlo è guardare all'irrealtà come al prodotto del desiderio. Tra le tante cose, dalla meditazione impariamo a rinunciare ai desideri; ed impariamo a farlo perché siamo consapevoli di essere chiamati a vivere appieno il momento presente... La realtà richiede immobilità e silenzio. E questo l'impegno che ci assumiamo nel meditare. Come noi tutti scopriamo per esperienza, è attraverso l'immobilità e il silenzio che impariamo ad accettarci per quelli che siamo. Forse ciò può suonare strano a noi contemporanei e soprattutto ai cristiani di oggi, abituati alla tensione: "Non dovrei forse ambire a qualcosa di più? Se non sono una brava persona, non dovrei forse desiderare di essere migliore?"

La vera tragedia del nostro tempo è che noi desideriamo con tanta intensità essere felici, aver successo, ricchezze, potere e quant'altro che non facciamo che pensare a come potremmo essere. Solo raramente riusciamo a conoscere noi stessi per come realmente siamo ed accettiamo la nostra situazione. La saggezza tradizionale ci insegna che esistiamo e che siamo quel che siamo. Può darsi che siamo dei peccatori, nel qual caso è importantissimo che ce ne rendiamo conto. Ma ancor più importante per noi è sapere per esperienza che Dio è il fondamento del nostro essere e che siamo profondamente radicati in lui... E' di questa stabilità che abbiamo bisogno; non del continuo sforzo, della perenne tensione determinati dal desiderio,bensì della stabilità e della pace che ci deriva dal fatto che il nostro spirito affonda le sue radici in Dio. Siamo tutti invitati ad imparare nella meditazione, nel nostro silenzio in Dio, che in Lui troviamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

La meditazione è la via suprema alla fede, all'impegno. Se non si fonda sull'adesione a ciò che è reale - e quindi a ciò che è eterno - ogni nostra iniziativa rimane priva di ogni significato, superficiale. In quanto cristiani siamo chiamati a scoprire ora, direttamente, di persona, ciò che è reale ed eterno; e una volta scopertolo, a vivere la nostra vita lasciandoci guidare dall'amore. Invito sottinteso nelle parole di Gesù: ... "

Chi cerca la gloria di colui che l'ha mandato è veritiero, e in lui non c'è ingiustizia" (Gv 7, 18).
Scopo della meditazione è di far si che non vi sia in noi alcunché di falso o illusorio ma soltanto realtà, soltanto amore. Solo Dio.