Sei in: home > incontri > letture lunedì

Letture lunedì

Indice delle letture: più recenti,  2008 , 2007 , 2006 , 2005 , 2004 , 2003

12 Dicembre 2005

Kusen "Praticare insieme" tema di Pratica 2006

di Iten Shin-nyo

Parlando del tema dell'anno di Pratica per il 2006 mi è caro riportare qui di seguito un insegnamento del Reverendo Imamura Genshu Roshi, Kaikyosokan per l'Europa dal titolo:

Shoyu - Migliori Amici:

'Il termine 'Shoyu' - migliori amici - proviene dalla frase: 'dato che il Sangha è il migliore amico in esso prendiamo rifugio', che si trovano in "Kie Buppò Hò So" - Prender rifugio in Buddha, Dharma, Sangha - dello Shobogenzo: 'migliore amico' non è qui la relazione degli umani sentimenti che intercorrono fra gli amici nell'ambito cosiddetto mondano, è piuttosto la relazione e l'amicizia fra persone intesa come trama nel Dharma di Buddha, ordito della Via del Buddha.
Ancora: vorrei trasformare una frase del 'Shuryoshingi' di Dogen Zenji: "L'intera pura assemblea deve essere ben memore del fatto che ciascuno nella sala dello studio è genitore, fratello/sorella, parente, insegnante e buon amico di ciascun altro. Con affetto reciproco abbiate cura uno dell'altro con simpatia e se nutrite il pensiero che è veramente difficile incontrarsi l'uno l'altro in questo modo, ciò nondimeno mostrate un'espressione di armonia e di concordia. (I rapporti) tra fratelli e sorelle anche nella società mondana sono imparagonabili con quelli fra membri di famiglie diverse. I fratelli e le sorelle nella famiglia di Buddha devono essere più intimi che ciascuno a se stesso".
Prego perché anche d'ora in poi aumenti sempre più l'amicizia fra tutti noi, monaci e laici.'

- Imamura Genshu Roshi -

Praticando Zen non si può applicare la regola della Cerimonia del tè: "Ho imparato a fare 'questo' e allora posso fare da me e continuo da solo". Nello Zen è fondamentale invece, unitamente alla Pratica individuale quotidiana, la volontà di camminare con gli altri e di continuare a vivere la realtà di un Sangha. Il compito del Sangha è infatti il procedere insieme piano piano, gradualmente, quello che in giapponese viene detto "dan dan" cioè in armonia e in mutuo sostegno. Chi guida la Pratica e gli appartenenti al Sangha devono essere due ruote del medesimo carro. Ci possono essere momenti di transizione in un Sangha, durante i quali è necessario che ciascuno maturi e elabori dentro se stesso le proprie scelte, riconfermando la propria determinazione nella Via. Nel frattempo si va avanti e si continua la Pratica insieme, giorno dopo giorno, incontro dopo incontro, aspettando un'onda migliore, più giusta. Dunque studiare Zen praticando Zazen, fiduciosi che ciascuno arriverà alla propria svolta, senza lasciarsi prendere da sensi di smarrimento. Procedere con determinazione nello Zazen e con fiducia nella Via insegnata dal Buddha, ricordando che Zazen è atto di fede, è religione. La parola religione deriva dal latino 'religo' che significa 'legare indietro' 'ri-collegare' noi stessi: prima di tutto a noi medesimi, poi a tutti gli altri esseri senzienti e non senzienti e all'intero Universo. Ed è in questo spirito, che procediamo nella Via del Sangha, con il determinato impegno a salvaguardare la Via del Buddha: una Via di compassione, di comprensione, di amorevolezza, di non-condanna, di apertura del cuore e della mente, anzi di abbattimento della mente in virtù di un'apertura più ampia del cuore.
Resta forte in noi la volontà di onorare il mantra di Avalokiteshvara dell'Hannya Shingyo: "Gate gate paragate parasamgate Bodhi svaha!" e cioè: "Andato, andato, andato completamente al di là, tutti andati sull'altra sponda, Illuminazione gaudio!".
In virtù di questo come esseri umani in cammino, come Buddha nel percorso di riconoscimento della propria Buddhità, forti del sostegno l'uno dell'altro e della mente compassionevole aperta allo spirito di ringraziamento fiduciosi procediamo accettando la nostra umanità.
Come Tema del prossimo Anno di Pratica 2006 propongo dunque lo studio, l'approfondimento, la compenetrazione, l'interiorizzazione del concetto "Praticare insieme": che cosa esattamente voglia significare ed esprimere per poter in consapevolezza applicarlo con amore in ogni attimo di vita nel Sangha, che è corpo, sangue e midollo della Pratica nel Tempio.