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Rilessione sulla visita del Maestro

29 settembre 2005

La presenza del Maestro a Firenze al Centro Zen Shin nyo-ji è avvenuta senza uno scompiglio interiore né folgorazioni estreme, semmai ha portato in me una riconferma del mio percorso nello Zen.

Roshi è arrivato da Tokyo all'aeroporto di Firenze una sera di settembre, stanco e provato dal viaggio affrontato oltretutto con problemi dovuti a complicazioni per una caduta, con assoluta semplicità e con tanta forza ha voluto venire da noi per Jukai e per visitare il Centro.

In quei giorni ero stanco anche per eventi che in ogni vita spesso accadono quando non lo si vorrebbe, ero emozionato per 'ufficializzare' il percorso nel Dharma entrando in un Lignaggio.

Il rapporto con un percorso seppur laico con una religione (seppur particolare come lo Zen) aveva da una parte , già da tempo, riscoperto in me la fede e dall'altra confermava la mia visione etica e culturale -laica- per nulla accondiscendente verso il clero. Il Maestro insomma con la sua Presenza, è stato la rappresentazione del mio percorso, ha scosso il mio sentire, mi ha spinto ad agire ancora di più al di là di ogni legittima riflessione .

Sono felice di averlo incontrato e di essermi a lui rivolto per la richiesta di Jukai, in quel momento avrei voluto parlargli privatamente, forse poche parole.

Poche parole scandite durante la Cerimonia di Jukai per sancire l'ingresso nella Via , così semplici e chiare, precise e forti di una lontana eco. Quel giorno il Maestro era davanti a noi in tutta la sua espressione del Dharma, in tutta la sua bellezza.E la gioia accompagnata da una particolare tranquillità mi ha unito con la consapevolezza e la fede per il mio-nostro percorso. Sento cosa sia il Lignaggio, mi sostiene e mi offre una forza che rinnovo giorno dopo giorno.

Uno Zen, malgrado la sua severa pratica e forma, gentile e garbato nell'espressione sua più originale (delle origini), di Dogen Zenji, di cui Roshi ci ha dato un deciso insegnamento in ogni attimo della sua permanenza in Italia. Sono, ripeto, felice di continuare il cammino nello Zen al Shin nyo Ji con la nostra Guida Shin Nyo che tanto ha fatto per permettere a tutti noi questo incontro con il Maestro e per 'aprire' a prospettive nuove e costruttive il Centro Zen. Credo, anche grazie al Maestro, in uno Zen che attinge all'insegnamento di Dogen Zenji, in uno zen 'italiano'al quale con le nostre esperienze possiamo donare nuova linfa vitale, e soprattutto vista la 'difficoltà' di una pratica costante, nella gentilezza di parola che associata a quella profonda del cuore dà una serena e salda luminosità allo Zen.

Ringrazio il Maestro e Shin nyo e sono riconoscente a loro per questa opportunità, così come ringrazio per il sostegno il gruppo di praticanti -Sangha- del Shin nyo-ji che ho sentito partecipativo e per fortuna privo di ogni retorica e affettazione verso coloro che ricevevano Jukai, senza però far mancare rispetto e simpatia.

Gassho

Shinden

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